Cordyceps sinensis

Cordyceps sinensis

Cordyceps sinensis

 

Il Cordyceps sinensis cresce esclusivamente nei prati dell’altopiano Himalayano ad un’altitudine compresa tra i 3.500 e i 5.000 metri; è costituito da un esile e piccolo carpoforo a forma di clava che spunta a fine primavera dal terreno e da una parte ipogea costituita dalla larva di una falena mummificata dentro la quale si è sviluppato ed è cresciuto il micelio. Le prime notizie relative a questo fungo risalgono al 1.700 a.C. e la prima testimonianza scritta risale al 620 a.C. Storicamente veniva utilizzato dalla famiglia dell’imperatore cinese e i pastori che lo trovavano avevano l’obbligo di consegnarlo ai funzionari reali. Attualmente durante il periodo della raccolta la popolazione tibetana arresta le sue normali attività per dedicarsi esclusivamente alla ricerca poichè per molte famiglie è la prima fonte di reddito. L’intensa raccolta ha diminuito notevolmente la produzione spontanea con un vertiginoso aumento del prezzo e conseguentemente la maggior parte del fungo che si trova sul mercato è coltivato. I principi attivi contenuti nel fungo hanno innumerevoli capacità terapeutiche che interessano quasi tutti gli organi vitali e sono centinaia le pubblicazioni di università ed enti di ricerca internazionali che attestano le virtù del Cordyceps sinensis; non si tratta di leggende o di soli usi tradizionali empirici.

- Da sempre la medicina orientale utilizza questo fungo in tutte le problematiche renali; studi clinici hanno dimostrato la capacità di aumentare la clearance della creatina con un miglioramento nella filtrazione e una diminuzione della proteinuria. Dai test eseguiti su pazienti con insufficienza renale cronica, trattati con 5 gr di Cordyceps al giorno per un mese, il conteggio degli eritrociti e dell’emoglobina è considerevolmente aumentato con una diminuzione del 34% della concentrazione di acido urico nel sangue. Altrettanto significativa è la diminuzione del 63% delle proteine presenti nell’urina. Il Cordyceps ha la capacità di rigenerare i tubuli ed i glomeruli renali soprattutto quando sottoposti all’azione infiammatoria di batteri o di tossine di origine alimentare o farmacologica. Inoltre migliora la funzionalità renale nelle persone oggetto di malattie immunologiche (LES) e negli anziani che hanno problemi di degenerazione e sclerosi.

- I betaglucani del fungo attivano le difese immunitarie in modo aspecifico e generale in tutto il corpo, aumentando così la possibilità di sconfiggere il microrganismo invasore oppure le cellule dannose da eliminare. La risposta diventa più efficace contro i virus ed i batteri con la capacità di contrastare eventuali iperreattività immunitarie come le allergie e le malattie autoimmuni. Il Cordyceps sinensis inibisce la replicazione del virus dell’HIV e di quelli dell’epatite B e C. In uno studio su 83 soggetti tra i 2 e i 15 anni portatori del virus dell’epatite B, la somministrazione di Cordyceps sinensis per un mese ha portato a completa guarigione 33 di essi ed una diminuzione media del 47% del numero di anticorpi positivi su tutti i bambini. Un altro studio su 32 malati di epatite B ha dimostrato nuovamente l’efficacia del fungo con scomparsa del virus nel 65% dei casi. I farmaci chemioterapici oltre a colpire le cellule tumorali provocano un indebolimento generale dell’organismo spesso con una diminuzione dei globuli bianchi e uno stato di immunodeficienza. Il Cordyceps sinensis riesce a riequilibrare il sistema immunitario ed è quindi un valido supporto al farmaco e ne potenzia l’efficacia. La cordicepina contenuta nel fungo ha azione diretta contro le cellule tumorali con una loro inibizione dello sviluppo e l’induzione all’apoptosi cioè alla morte programmata delle stesse. Il Cordyceps sinensis ha la capacità di migliorare l’utilizzo dell’ossigeno e quindi aumenta il suo apporto alle cellule tumorali il cui metabolismo è inibito da un ambiente con aumentata concentrazione di ossigeno.

- Il Cordyceps sinensis vive spontaneo ad elevate altitudini, sotto terra e ricoperto dalle nevi per un lungo periodo dell’anno; l’adattamento ad un ambiente così limitante gli ha permesso di sviluppare una serie di stratagemmi metabolici per poter sopravvivere in condizioni così povere di ossigeno. Ha quindi una capacità intrinseca di ottimizzare l’utilizzo di ossigeno e questa proprietà viene in qualche modo trasferita ai soggetti che lo consumano. In Tibet è sempre stato usato per il mal di montagna quando si raggiungono altitudini elevate, per ridurre i disturbi come il mal di testa, nausea, inappetenza, vertigini e spossatezza. Studi scientifici hanno dimostrato che la somministrazione del fungo aumenta la produzione di ATP e la capacità di migliorare l’utilizzo dell’ossigeno in misura dal 30 al 55%. In uno studio pubblicato negli Stati Uniti su 110 adulti con vita sedentaria, a metà dei quali sono stati somministrati 3 grammi di Cordyceps sinensis al giorno per 12 settimane, viene riscontrato come il gruppo trattato con il fungo aumenta le prestazioni atletiche rispetto al secondo trattato con un placebo. Sono ben noti i risultati sportivi delle atlete cinesi che assunsero come integratore il Cordyceps sinensis durante gli allenamenti di preparazione alle gare internazionali di atletica di Pechino del 1993: furono ottenuti nove record mondiali. Il fungo ha la capacità di aumentare la forza, la resistenza fisica e il recupero muscolare dopo sforzo con l’eliminazione più rapida di acido lattico. In Cina è storicamente usato come tonico per le persone anziane e sono molte le pubblicazioni che dimostrano come può essere utile in molti disturbi associati all’invecchiamento. Oltre a fornire maggiore vitalità, aiuta a sopportare il freddo, migliora il sonno, rafforza la memoria e le funzioni cognitive.

- L’utilizzo del Cordyceps sinensis è prescritto nei pazienti che hanno malattie respiratorie come la bronchite cronica. Studi in merito hanno dimostrato che può ridurre le sintomatologie, quali gli spasmi bronchiali, l’occlusione delle vie aeree e la tosse. Inoltre può aumentare la capacità respiratoria con un miglioramento nei test spirometrici. Gli studi clinici hanno dato dei buoni risultati anche per il trattamento dell’asma con una riduzione degli specifici mediatori chimici responsabili della sintomatologia allergica.

- Il Cordyceps sinensis aumenta il metabolismo energetico del fegato con un incremento del flusso sanguigno ed un maggiore apporto di ATP; gli enzimi epatici si riducono con una inibizione della fibrogenesi e la possibilità di ostacolare la cirrosi. Uno studio in Inghilterra su pazienti con steatosi alcool correlata, ai quali sono stati somministrati 3 grammi di Cordyceps per 3 mesi, ha evidenziato un miglioramento complessivo della funzionalità epatica attraverso la valutazione degli specifici enzimi e della fosfatasi alcalina.

- Assieme al Coprinus comatus e la Grifola frondosa, è il fungo utile per regolare la glicemia ed è indicato per il diabete tipo 2 e la sindrome metabolica. Molti studi evidenziano l’efficacia dei betaglucani nel migliorare il metabolismo del glucosio sia in caso di iperglicemia che in quello di ipoglicemia. La somministrazione sia agli animali da laboratorio che all’uomo ha permesso di ottenere ottimi risultati in modo da riuscire a controllare le conseguenze di un scompenso di glucosio nel sangue. Il Cordyceps sinensis riduce il livello di trigliceridi e di colesterolo e risulta utile per contrastare l’obesità.

- E’ stato appurato che il Cordyceps sinensis ha un’azione antidepressiva soprattutto in situazioni correlate a depressione psico-fisica a seguito di esaurimento in caso di astenia, stanchezza cronica e convalescenza. Il fungo agisce come riequilibratore a livello endocrino e metabolico con una diminuzione di tutti quei fattori biochimici alterati dallo stress come il colesterolo, la glicemia ed il declino ponderale della milza, del corticosurrene e del fegato. Ha effetto rilassante anche sul sistema cardiovascolare con un’azione ipotensiva della parete vascolare ed una riduzione della ischemia. Inoltre ha la capacità di regolare il ritmo cardiaco e di proteggere il cuore in caso di aritmie e tachicardie.

- Il Cordyceps sinensis è il rimedio naturale più potente per aumentare l’attività sessuale sia nell’uomo che nella donna. Come lo Shiitake, favorisce l’aumento di libido a seguito della stimolazione degli ormoni (DHEA, Testosterone e Cortisolo) che regolano la funzionalità sessuale. Nell’uomo è utile in caso di sterilità e di impotenza.

 

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